1. Summertime Intro 2. Kool & The Gang: Summer Madness (Live Version) 3. Kool & The Gang: Summer Madness 4. Quincy Jones: Summer In The City 5. Ahmad: Back In The Day 6. Ice Cube: It Was A Good Day 7. Roy Ayers f/ Mary J Blige: Everybody Loves The Sunshine 8. Pharcyde: Passin’ Me By (Ffej Remix) 9. Jay-Z f/ Babyface: Sunshine 10. Ramsey Lewis: Sun Goddess 11. A Tribe Called Quest: Find A Way (Ffej String Edit) 12: Bush Babies f/ Mos Def: The Love Song 13. Jodeci: Get On Up 14. The Commodores: High On Sunshine 15. J Dilla f/ Dwele : Think Twice 16. Erick Sermon f/ Marvin Gaye: Music (Mick’s Marvapella Edit) 17. Bernard Wright: Who Do You Love 18. LL Cool J: Loungin’ 19. A Tribe Called Quest: Hot Sex 20. Main Source: Live At The BBQ 21. Nuyorican Soul: Nautilus 22. Pharcyde & Sublime: Summertime 23. Fresh Prince and Jazzy Jeff: Summertime Remix 24. Michael Jackson: I Can’t Help It 25. De La Soul: Breakdawn 26. Musiq: Just Friends 27. Carl Thomas: Summer Rain 28. Faze-O: Riding High 29. Dionne Warwick: Walk On By 30. Skee-Lo: I Wish 31. Black Moon: Who Got The Props 32. Frankie Beverly and Maze: Before I Let Go 33. Nu Shooz: I Can’t Wait 34. Montell Jordan: This Is How We Do It 35: The Roots f/ George Benson: Breezin’ 36: Fresh Prince and Jazzy Jeff: Time To Chill 37. Biggie: Can’t You See 38. James Brown: The Payback 39. En Vogue: My Lovin’ 40. Bobby McFerrin: Sunshine Of My Life 41. Fifth Dimension: Let The Sun Shine In 42. Mos Def: Sunshine 43. Nine: Whatcha Want 44. Otis Redding: Sittin’ On The Dock 45. 2Pac: I Get Around (Mick’s String Edit) 46. Zapp: Computer Love (Terry’s Mirage On The Water Mix) 47. Seals And Croft: Summer Breeze 48. Jay-Z: Dear Summer 49. Weldon Irvine: Morning Sunrise
Il marketing sta cambiando per fortuna, e poco mi importa delle motivazioni che spingono imprese e multinazionali ad assumere le vesti del buon samaritano. Non mi importa se lo fanno per vendere o perchè ci credono. In realtà è un occasione per prendere due piccioni con una fava. Quello di cui sono sicuro però è che tutto quello che trovate nel Cluetrain Manifesto ormai è una realtà alla quale nessuno può sottrarsi, nemmeno la Falegnameria di Marino detto Blob. Man mano le persone, perchè questo in realtà sono i consumatori (tra i quali ci sono anche io), si renderanno addirittura conto che pagare 150 euro per un paio di scarpe prodotte da un bambino in cambogia a 89 centesimi, è una pazzia bella e buona. Ovviamente si fa quel che si può ma intanto le imprese che in un modo o nell'altro sono attente a determinate tematiche aumentano, ed io, non posso che esserne enormemente contento!
1. I mercati sono conversazioni. 2. I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici. 3. Le conversazioni tra esseri umani suonano umane. E si svolgono con voce umana. 4. Sia che fornisca informazioni, opinioni, scenari, argomenti contro o divertenti digressioni, la voce umana è sostanzialmente aperta, naturale, non artificiosa. 5. Le persone si riconoscono l’un l’altra come tali dal suono di questa voce. 6. Internet permette delle conversazioni tra esseri umani che erano semplicemente impossibili nell’era dei mass media. 7. Gli iperlink sovvertono la gerarchia. 8. Sia nei mercati interconnessi che tra i dipendenti delle aziende intraconnessi, le persone si parlano in un nuovo modo. Molto più efficace. 9. Queste conversazioni in rete stanno facendo nascere nuove forme di organizzazione sociale e un nuovo scambio della conoscenza. 10. Il risultato è che i mercati stanno diventando più intelligenti, più informati, più organizzati. Partecipare a un mercato in rete cambia profondamente le persone. 11. Le persone nei mercati in rete sono riuscite a capire che possono ottenere informazioni e sostegno più tra di loro, che da chi vende. Lo stesso vale per la retorica aziendale circa il valore aggiunto ai loro prodotti di base. 12. Non ci sono segreti. Il mercato online conosce i prodotti meglio delle aziende che li fanno. E se una cosa è buona o cattiva, comunque lo dicono a tutti. 13. Ciò che accade ai mercati accade anche a chi lavora nelle aziende. L’entità metafisica chiamata "L’Azienda" è la sola cosa che li divide. 14. Le aziende non parlano con la stessa voce di queste nuove conversazioni in rete. Vogliono rivolgersi a un pubblico online, ma la loro voce suona vuota, piatta, letteralmente inumana. 15. Appena tra qualche anno, l’attuale "omogeneizzata" voce del business – il suono della missione aziendale e delle brochures – sembrerà artefatta e artificiale quanto il linguaggio della corte francese nel settecento. 16. Le aziende che parlano il linguaggio dei ciarlatani già oggi non stanno più parlando a nessuno. 17. Se le aziende pensano che i loro mercati online siano gli stessi che guardavano le loro pubblicità in televisione, si stanno prendendo in giro da sole. 18. Le aziende che non capiscono che i loro mercati sono ormai una rete tra singoli individui, sempre più intelligenti e coinvolti, stanno perdendo la loro migliore occasione. 19. Leaziende possono ora comunicare direttamente con i loro mercati. Se non lo capiscono, potrebbe essere la loro ultima occasione. 20. Le aziende devono capire che i loro mercati ridono spesso. Di loro. 21. Le aziende dovrebbero rilassarsi e prendersi meno sul serio. Hanno bisogno di un po’ di senso dell’umorismo. 22. Avere senso dell’umorismo non significa mettere le barzellette nel sito web aziendale. Piuttosto, avere dei valori, un po’ di umiltà, parlar chiaro e un onesto punto di vista. 23. Le aziende che cercano di "posizionarsi" devono prendere posizione. Nel migliore dei casi, su qualcosa che interessi davvero il loro mercato. 24. Vanterie ampollose del tipo "Siamo posizionati per essere il primo fornitore di XYZ" non costituiscono un posizionamento. 25. Le aziende devono scendere dalla loro torre d’avorio e parlare con la gente con la quale vogliono entrare in contatto. 26. Le Pubbliche Relazioni non si relazionano con il pubblico. Le aziende hanno una paura tremenda dei loro mercati. 27. Parlando con un linguaggio lontano, poco invitante, arrogante, tengono i mercati alla larga. 28. Molti programmi di marketing si basano sulla paura che il mercato possa vedere cosa succede realmente all’interno delle aziende. 29. Elvis l’ha detto meglio di tutti: "Non possiamo andare avanti sospettandoci a vicenda". 30. La fedeltà a una marca è la versione aziendale della coppia fissa, ma la rottura è inevitabile ed è in arrivo. Poiché sono in rete, i mercati intelligenti possono rinegoziare la relazione con incredibile rapidità. 31. I mercati in rete possono cambiare fornitore dalla sera alla mattina. I lavoratori della conoscenza in rete possono cambiare datore di lavoro nel tempo dell’intervallo del pranzo. Le vostre "iniziative di downsizing" ci hanno insegnato a domandarci "La fedeltà? Cos’è?" 32. I mercati intelligenti troveranno i fornitori che parlano il loro stesso linguaggio. 33. Imparare a parlare con voce umana non è un gioco di società. E non può essere improvvisato a un qualsiasi convegno solo per darsi un tono. 34. Per parlare con voce umana, le aziende devono condividere i problemi della loro comunità. 35. Ma prima, devono appartenere a una comunità. 36. Le aziende devono chiedersi dove finisce la loro cultura di impresa. 37. Se la loro cultura finisce prima che inizi la comunità, allora non hanno mercato. 38. Le comunità umane sono basate sulla comunicazione – su discorsi umani su problemi umani. 39. La comunità della comunicazione è il mercato. 40. Le aziende che non appartengono a una comunità della comunicazione sono destinate a morire. 41. Le aziende fanno della sicurezza una religione, ma si tratta in gran parte di una manovra diversiva. Più che dai concorrenti, la maggior parte si difende dal mercato e dai suoi stessi dipendenti. 42. Come per i mercati in rete, le persone si parlano direttamente anche dentro l’azienda – e non proprio di regole e regolamenti, comunicazioni della direzione, profitti e perdite. 43. Queste conversazioni si svolgono oggi sulle intranet aziendali. Ma solo quando ci sono le condizioni. 44. Di solito le aziende impongono l’intranet dall’alto, per distribuire documenti sulla politica del personale e altre informazioni aziendali che i dipendenti fanno del loro meglio per ignorare. 45. Le intranet emanano noia. Le migliori sono quelle costruite dal basso da singole persone che si impegnano per dare vita a qualcosa di molto più valido: una conversazione aziendale in rete. 46. Una intranet in buona salute organizza i dipendenti nel più ampio significato del termine. Il suo effetto è più radicale di qualsiasi piattaforma sindacale. 47. Se questo spaventa a morte le aziende, è pur vero che esse dipendono fortemente dalle intranet aperte per far emergere e condividere le conoscenze più importanti. Devono resistere all’impulso di "migliorare" o tenere sotto controllo queste conversazioni in rete. 48. Quando le intranet aziendali non sono condizionate da timori o da un eccesso di regole, incoraggiano un tipo di conversazione molto simile a quella dei mercati in rete. 49. Gli organigrammi funzionavano nella vecchia economia, in cui i piani dovevano essere ben compresi da tutta la piramide gerarchica e dettagliati piani di lavoro potevano scendere dall’alto. 50. Oggi, l’organigramma è fatto di link, non di gerarchie. Il rispetto per la conoscenza vince su quello per l’autorità astratta. 51. Gli stili di management basati sul comando e sul controllo derivano dalla burocrazia e al tempo stesso la rafforzano. Il risultato sono la lotta per il potere e una cultura di impresa paranoica. 52. La paranoia uccide la conversazione. Questo è il punto. Ma la mancanza di conversazione uccide le aziende. 53. Ci sono due conversazioni in corso. Una all’interno dell’azienda, l’altra con il mercato. 54. Nessuna delle due va bene, nella maggior parte dei casi. Quasi sempre, alla base del fallimento ci sono le vecchie idee di comando e controllo. 55. Come politica di impresa, queste idee sono velenose. Come strumenti, sono fuori uso. Comando e controllo sono visti con ostilità dai lavoratori della conoscenza e con sfiducia dai mercati online. 56. Queste due conversazioni vogliono parlare l’una con l’altra. Parlano lo stesso linguaggio. Si riconoscono l’un l’altra dalla voce. 57. Le aziende intelligenti si faranno da parte per far accadere l’inevitabile il prima possibile. 58. Se la volontà di farsi da parte è presa come parametro del quoziente di intelligenza, allora veramente poche aziende si mostrano rinsavite. 59. Seppur subliminalmente, milioni di persone sulla rete percepiscono ormai le aziende come strane finzioni legali che fanno di tutto perché queste due conversazioni non si incontrino. 60. Questo è suicidio. I mercati vogliono parlare con le aziende. 61. E’ triste, ma la parte di azienda con cui i mercati vogliono parlare è spesso nascosta dietro una cortina di fumo, il cui linguaggio suona falso – e spesso lo è. 62. I mercati non vogliono parlare con ciarlatani e venditori ambulanti. Vogliono partecipare alle conversazioni che si svolgono dietro i firewall delle aziende. 63. Sveliamoci e parliamo di noi: quei mercati siamo Noi. Vogliamo parlare con voi. 64. Vogliamo accedere alle vostre informazioni, ai vostri progetti, alle vostre strategie, ai vostri migliori cervelli, alle vostre vere conoscenze. Non ci accontentiamo delle vostre brochures a 4 colori, né dei vostri siti Internet sovraccarichi di bella grafica ma senza alcuna sostanza. 65. Noi siamo anche i dipendenti che fanno andare avanti le vostre aziende. Vogliamo parlare ai clienti direttamente, con le nostre voci e non con i luoghi comuni delle brochures. 66. Come mercati, come dipendenti, siamo stufi a morte di ottenere le informazioni da un lontano ente di controllo. 67. Come mercati, come dipendenti, ci domandiamo perché non ci ascoltate. Sembrate parlare una lingua diversa. 68. Il linguaggio tronfio e gonfio con cui parlate in giro – nella stampa, ai congressi – cosa ha a che fare con noi? 69. Forse fate una certa impressione sugli investitori. Forse fate una certa impressione in Borsa. Ma su di noi non fate alcuna impressione. 70. Se non fate alcuna impressione su di noi, i vostri investitori possono andare a fare un bagno. Non lo capiscono? Se lo capissero, non vi lascerebbero parlare così. 71. Le vostre vecchie idee di "mercato" ci fanno alzare gli occhi al cielo. Non ci riconosciamo nelle vostre previsioni – forse perché sappiamo di stare già da un’altra parte. 72. Questo nuovo mercato ci piace molto di più. In effetti, lo stiamo creando noi. 73. Siete invitati, ma è il nostro mondo. Levatevi le scarpe sulla soglia. Se volete trattare con noi, scendete dal cammello. 74. Siamo immuni dalla pubblicità. Semplicemente dimenticatela. 75. Se volete che parliamo con voi, diteci qualcosa. Tanto per cambiare, fate qualcosa di interessante. 76. Abbiamo qualche idea anche per voi: alcuni nuovi strumenti, alcuni nuovi servizi. Roba che pagheremmo volentieri. Avete un minuto? 77. Siete troppo occupati nel vostro business per rispondere a un’email? Oh, spiacenti, torneremo. Forse. 78. Volete i nostri soldi? Noi vogliamo la vostra attenzione. 79. Interrompete il viaggio, uscite da quell’auto-coinvolgimento nevrotico, venite alla festa. 80. Niente paura, potete ancora fare soldi. A patto che non sia l’unica cosa che avete in mente. 81. Avete notato che di per sé i soldi sono qualcosa di noioso e a una sola dimensione? Di cos’altro possiamo parlare? 82. Il vostro prodotto si è rotto. Perché? Vorremmo parlare col tipo che l’ha fatto. La vostra strategia aziendale non significa niente. Vorremmo scambiare due parole con l’amministratore delegato. Che vuol dire che "non c’è"? 83. Vogliamo che prendiate sul serio 50 milioni di noi almeno quanto prendete sul serio un solo reporter del Wall Street Journal. 84. Conosciamo alcune persone della vostra azienda. Sono piuttosto bravi online. Ne nascondete altri, di bravi? Possono uscire ed entrare in gioco anche loro? 85. Quando abbiamo delle domande, ci cerchiamo l’un l’altro per le risposte. Se non esercitaste un tale controllo sulle "vostre persone", sarebbero anche loro tra le persone che cercheremmo. 86. Quando non siamo occupati a fare il vostro "mercato target", molti di noi sono le vostre persone. Preferiamo chiacchierare online con gli amici che guardare l’orologio. Questo farebbe conoscere il vostro nome molto di più del vostro sito internet da un milione di dollari. Ma siete voi a dirci che è la Divisione Marketing che deve parlare al mercato. 87. Ci piacerebbe che sapeste cosa sta succedendo qui. Sarebbe davvero bello. Ma sarebbe un grave errore pensare che ce ne stiamo con le mani in mano. 88. Abbiamo di meglio da fare che preoccuparci se riuscirete a cambiare in tempo. Il business è solo una parte della nostra vita. Sembra essere invece tutta la vostra. Pensateci: chi ha bisogno di chi? 89. Il nostro potere è reale e lo sappiamo. Se non riuscite a vedere la luce alla fine del tunnel, arriverà qualcuno più attento, più interessante, più divertente con cui giocare. 90. Anche nel peggiore dei casi, la nostra nuova conversazione è più interessante della maggior parte delle fiere commerciali, più divertente di ogni sitcom televisiva, e certamente più vicina alla vita di qualsiasi sito web aziendale. 91. Siamo leali verso noi stessi, - i nostri amici, i nostri nuovi alleati, i nostri conoscenti, persino verso i nostri compagni di battute. Le aziende che non fanno parte di questo mondo non hanno nemmeno un futuro. 92. Le aziende stanno spendendo miliardi di dollari per il problema dell’Anno 2000. Come fanno a non sentire la bomba a orologeria nei loro mercati? La posta in gioco è persino più alta. 93. Siamo dentro e fuori le aziende. I confini delle nostre conversazioni sembrano il Muro di Berlino di oggi, ma in realtà sono solo una seccatura. Sappiamo che stanno crollando. Lavoreremo da entrambe le parti per farle venire giù. 94. Alle aziende tradizionali le conversazioni online possono sembrare confuse. Ma ci stiamo organizzando più rapidamente di loro. Abbiamo strumenti migliori, più idee nuove, nessuna regola che ci rallenti. 95. Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare, ma non ad aspettare.
La traduzione italiana è di Luisa Carrada www.mestierediscrivere.com
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Le cose che possiedi alla fine ti possiedono (Tyler Durden, Fight Club di Chuck Palahniuk). Sto cercando con tutto me stesso di ripetere questa frase come un mantra affinchè possa consolarmi. Ora comprerò una bicicletta e non la chiamerò in nessun modo perchè deve restare quello che è. Un oggetto.
E' incredibile come la Gomma Records riesca a trovare continuamente gruppi che valga veramente la pena di produrre. La cosa più strabiliante è che la Berlin based record label riesca a valicare i propri confini, guardando un po' in tutta Europa. Dopo Soulwax e Aeroplane arriva un altro duo belga: Mustang.
Chameleon Circus EP – Tracklist 1. Chameleon Cirkus 2. The Cuckatoons 3. On Mercury 4. Try To Dance
Certo non parliamo di Crosby, Stills, Nash & Young ma a quanto pare i supergruppi funzionano ancora. Non ci credete? Allora ascoltate a cosa hanno dato vita i Black Lips, King Khan e BBQ Show. Un album da brrrrividi. Ovviamente molto ruvidi!
Un omaggio ad uno dei migliori batteristi (!!!, Maserati, Juan MacLean, Turing Machine) degli ultimi anni che sabato è deceduto precipitando nel tunnel dell'ascensore. Sembra che Fuchs si trovasse con un amico all'interno di questo ascensore che ad un certo punto si è bloccato tra due piani. L'amico del defunto Jerry riesce ad uscire forzando la porta, mentre Fuchs precipita nel tunnel sfracellandosi. Strano? Allora date un'occhiata alla classifica delle 10 morti più strane del Mirror
Di seguito la seconda parte del documentario di Shane Smith per VBS, che tra l'altro è stato lodato anche dalla CNN. "A transparent approach to journalism The staff at CNN.com has recently been intrigued by the journalism of VICE, an independent media company and Web site based in Brooklyn, New York. VBS.TV is Vice's broadband television network. The reports, which are produced solely by VICE, reflect a very transparent approach to journalism, where viewers are taken along on every step of the reporting process. We believe this unique reporting approach is worthy of sharing with our CNN.com readers"
Volevo solo comunicarvi che proprio oggi è uscito un bellissimo documentario a puntate sulla Liberia. Nel primo episodio Shane Smith, autore del contributo per VBS, contestualizza la situazione liberiana spiegando ciò che ha portato il paese più povero del mondo alla guerra civile.
Non sto cercando di abbandonare i 4/4 ma questo polistrumentista nigeriano mette qualcosa di dannatamente inumano nella sua musica. Si fossi Fela arderei il mondo.
La benda di un pirata Il riflesso della benzina sul pavimento fradicio Le mani dei parrucchieri Soffocare con una polpetta Il soldatino di piombo L'olfatto di Pinocchio Perchè uso twitter Come cambia la privacy da cultura in cultura Da dove viene quel rumore che assomiglia ad un sub e che si sente a casa mia di notte
La produzione è di Benicio del Toro ma quello che veramente sorprende di questo bittersweet movie è la leggera profondità con cui viene trattato il tema dell'amore. Mai banale. Dame dame dame dame, dame tu cariñito...
Preso da uno dei soliti momenti di apatia, la curiosità, unita alle infinite possibilità della rete, mi ha portato alla scoperta di una etichetta a dir poco stupefacente, la Analog Africa. Tutto ciò suona pressappoco così:
Se vi interessa qualche disco, contattate il buon Samy a questo indirizzo: Samy Ben Redjeb Friedberger Landstr 128 60316 Frankfurt/M Germany ++49 69 94945654
o inviare una mail a quest'altro: info@analogafrica.com